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Il sito Web ufficiale della città natale del Titanic – Belfast, Irlanda del Nord

Libri sul Titanic - Ship of Dreams

Nel 2008, la scrittrice di narrativa irlandese ha pubblicato un romanzo basato sulla storia dello zio di sua nonna. “Ship of Dreams” , pubblicato da Poolbeg Press, narra la storia di Tom O'Brien e della sua fidanzata, Johanna (Hannah) Godfrey, che scapparono insieme da Pallasgreen, nella contea di Limerick, diretti in America a bordo del Titanic. Erano passeggeri di terza classe e sarebbero andati a vivere con una delle sorelle di Tom a Chicago. Quando avvenne l'impatto con l'iceberg, Tom morì mentre Hannah e la sua migliore amica trovarono un posto su una scialuppa di salvataggio. Hannah era incinta. Martina ha romanzato i primi anni a New York di Hannah, il suo lavoro in una lavanderia, la sua relazione con gli altri sopravvissuti che si trovavano sulla sua stessa scialuppa e la nascita della sua bambina, Marion.

Martina racconta: “Mentre scrivevo 'Ship of Dreams', avvertii una vera e propria sensazione di consanguineità. Tenevo davanti a me una foto di Tom O'Brien, lo zio di mia nonna, e sentivo che raccontare la sua storia era una maniera di riavere indietro un familiare che abbiamo perso, sia letteralmente, che nella memoria di famiglia. Non esisteva nemmeno più il corpo, poiché i passeggeri di terza classe di solito non avevano nulla con sé che li identificasse, come un portafoglio o delle iniziali sul colletto della camicia. Ad Halifax, in Nuova Scozia, c'è una tomba comune dove furono sepolti i corpi non identificati, e a volte mi chiedo se è lì che giace Tom”.

Molti dettagli sulla storia di Tom e Hannah sono andati persi con gli anni e si sa pochissimo della vita di Hannah a New York a partire dal 1912. Ciò ha permesso a Martina di dare una piega romanzata alla storia. I veri personaggi del Titanic si intrecciano ai personaggi di fantasia. Ad esempio, Martina scrive sull'attrice Dorothy Gibson e la sua interpretazione nel film muto basato sulla tragedia del transatlantico, “Salvata dal Titanic”. Anche una versione di Lady Madeleine Astor viene menzionata nella trama. Martina si è presa la licenza artistica di riempire gli spazi vuoti degli sforzi compiuti dalla sua prozia per guadagnarsi da vivere ed educare sua figlia da sola.

Afferma “Ero diventata una fissata del Titanic. Per fortuna molte informazioni erano reperibili da libri e articoli di giornale. Tuttavia, io ero interessata più che altro ai passeggeri di terza classe, e le loro voci erano rimaste inascoltate. Le testimonianze dei sopravvissuti erano quelle dei passeggeri di prima e seconda classe, non degli emigranti squattrinati. Pertanto, ho dovuto scavare a fondo per ottenere delle informazioni. Sebbene gli altri personaggi principali del romanzo siano immaginari, essi rappresentano le tipologie di persone che erano a bordo. Per esempio, c'era un inglese in seconda classe che era un insegnante, e scrisse sull'affondamento. Si lamentò della mancanza di posti per tutti i passeggeri sulle scialuppe di salvataggio. L'ho utilizzato come base per uno dei miei personaggi. Ma è qui che entra in gioco la fantasia ed i personaggi prendono vita propria. Il vero insegnante appare un po' convenzionale, e all'inizio il mio personaggio ha un'aria perfettina e altezzosa, ma quando conosce le ragazze irlandesi della mia storia le sue vedute si allargano e diventa più simpatico.”

Hannah è una donna piena di vita che può decisamente fare la parte della sopravvissuta. È una passeggera di terza classe, il che significa che le sue probabilità di mettersi in salvo sono automaticamente poche. Eppure, non solo riesce a salire a bordo di una scialuppa di salvataggio, ma è anche capace di allevare la sua bambina senza accettare l'aiuto di nessuno. Non soccombe mai al dolore o all'autocommiserazione per la perdita del marito.

La famiglia rimasta in Irlanda non ha mai conosciuto Marion, la figlia di Hannah Godfrey.  Martina afferma “Avrei tanto voluto che Marion conoscesse la famiglia di suo padre. Tom aveva quattro sorelle a Chicago, e una di loro era la mia bisnonna. Offrirono una casa ad Hannah e alla sua bambina, ma Hannah rifiutò e si creò una spaccatura tra le famiglie. Ad ogni modo, mi sono sempre sentita felice per Tom O'Brien poiché, pur non essendo riuscito a mettere piede negli Stati Uniti, ebbe una figlia che nacque lì e diventò grande, una figlia che gli diede nipoti e pronipoti. Quindi, dopotutto, è come se una parte di lui sia riuscita a costruirsi quella nuova vita che sognava negli Stati Uniti ”.

I nomi di Tom O'Brien e Hannah Godfrey appaiono sul monumento commemorativo di Cobh, anteriormente Queenstown, dove il Titanic fece la sua ultima fermata e dove salirono a bordo i passeggeri di terza classe irlandesi. I passeggeri morti hanno una croce di fianco al loro nome. Martina ha visitato Cobh soprattutto per rendere omaggio a Tom e Hannah, ma vorrebbe andare anche ad Halifax, in Nuova Scozia, per visitare le tombe di tutti quei passeggeri e membri dell'equipaggio recuperati in fondo al mare e rimasti senza nome.

“Ship of Dreams” è ancora disponibile presso Poolbeg Publishers (link a http://poolbeg.com/index.php?option=com_virtuemart&Itemid=15&category_id=100&flypage=flypage.tpl&lang=en&limitstart=0&page=shop.product_details&product_id=119&vmcchk=1&Itemid=15) e forse verrà realizzata un'edizione speciale per il centenario.

Visita la pagina web di Martina Devlin (link a http://www.martinadevlin.com/index.htm)


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