La moda del Titanic

La moda del Titanic


Lo sfarzo e il lusso erano di moda durante l'“epoca d'oro” dei primi anni del Ventesimo secolo e una traversata in prima classe al viaggio inaugurale di un grande transatlantico di linea rappresentava l'ultimo grido di quella moda tra le classi superiori.  Il decoro degli alloggi del Titanic era una replica dell'alta moda dei tempi passati. La famosa grande scalinata era nello stile barocco inglese, mentre la balaustra era in stile Luigi XIV.
La grande sala ristorante e la reception della prima classe erano in stile Giacomo I, il ristorante in stile Luigi XVI, il salone in stile Luigi XV (come Versailles), la sala di lettura e scrittura in tardo stile georgiano e la sala da fumo in primo stile georgiano. I gentiluomini, ed in particolare le dame che viaggiavano in prima classe, cercavano di non essere da meno a quegli ambienti con i loro abiti alla moda.  Nella sala delle palme, ad esempio, era previsto l'abito di gala.  L'abbigliamento elegante delle donne stimolava la cavalleria degli uomini. Tale cavalleria sarebbe stata messa dolorosamente alla prova nelle ore dell'affondamento della nave.

Probabilmente le passeggere di prima classe dovevano sapere che a bordo c'era la famosa corrispondente di moda americana Edith Russell, che viaggiava con bauli pieni di abiti d'alta moda francesi per clienti americane. In seguito, Edith ebbe a ricordare gli abiti che indossava al momento dell'evacuazione dalla nave che affondava e gli abiti che invece indossava J. Bruce Ismay quando le ordinò di salire a bordo di una scialuppa di salvataggio.
Una settimana dopo l'affondamento, in un articolo per il Women’s Wear Daily scrisse dell'abbigliamento di Lady Duff Gordon mentre erano in procinto di abbandonare lo sfortunato transatlantico e della loro conversazione sui rispettivi abiti a bordo della nave di soccorso, il Carpathia. Duff Gordon era “Lucile”, la famosa couturière, la più importante creatrice di moda al mondo che aveva aperto una filiale della sua boutique di Londra a New York. Disegnò anche costumi per alcune rappresentazioni teatrali di Londra, un richiamo agli aspetti sfarzosi degli interni e dei passeggeri di prima classe del Titanic. Tra quei passeggeri c'erano un famoso produttore di Broadway, attrici, romanzieri, saggisti, pittori, scultori, giornalisti, gente la cui celebrità era di per sé alla moda. Ma le scene che richiamavano un dramma in costume si sarebbero concluse con la catastrofe della tragedia.

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